|
GITE
CULTURALI
|
|
CONFERENZE
ED INCONTRI
|
|
|
Museo archeologico Nazionale della Valle Caudina
|
25 gennaio
|
|
|
|
|
|
L’EVOLUZIONE
DELLE AUTO D’EPOCA E DELLE DONNE AL VOLANTE
Sala conferenze
CESVOB
|
20 febbraio
|
|
|
|
Aula Magna
Liceo Artistico
Prof. Francesco
Morante
I RITI PASQUALI
NEL PERIODO LONGOBARDO
|
18 marzo
|
|
|
|
Presentazione
alla Provincia del volume “ IL CONTRIBUTO DEI BACINI IDROGRAFICI BENEVENTANI
AL F. VOLTURNO” Michele Benvenuto
|
22 marzo
|
|
Grotta di S. Michele sul Gargano e Foresta Umbra
|
06 aprile
|
|
|
|
|
|
Storia,agonia e morte del PONTE VALENTINO
|
22 maggio
|
|
Padula
|
15 giugno
|
|
|
|
DELETA BENEVENTUM
|
27-28 settembre
|
|
|
|
VACANZA ROMANA
|
11-12
Ottobre
|
Le Campane di Agnone nella storia
|
23 ottobre
|
|
|
|
Conferenza sulla gastronomia tipica beneventana. A seguire cena
|
20 novembre
|
|
Cena sociale
|
18 Dic.
|
|
|
sabato 1 marzo 2014
Programma attività 2014
PROGRAMMAZIONE
ANNO SOCIALE 2014
mercoledì 12 febbraio 2014
l'EVOLUZIONE DELLE AUTO D'EPOCA
A causa di indisponibilità del prof. Francesco Morante la conferenza " Usi, costumi e tradizioni del Carnevale Beneventano" è stata rinviata.
Il giorno 20 febbraio, al suo posto, presso la sala conferenze del Cesvob - Palazzo del Volontariato - viale Mellusi (ex Caserma dei Vigili del Fuoco), alle ore 17.00 il prof. Michele Benvenuto tratterà il tema:
L'EVOLUZIONE DELLE AUTO D'EPOCA E DELLA DONNA AL VOLANTE.
Il giorno 20 febbraio, al suo posto, presso la sala conferenze del Cesvob - Palazzo del Volontariato - viale Mellusi (ex Caserma dei Vigili del Fuoco), alle ore 17.00 il prof. Michele Benvenuto tratterà il tema:
L'EVOLUZIONE DELLE AUTO D'EPOCA E DELLA DONNA AL VOLANTE.
venerdì 7 febbraio 2014
Conferenza prof.Morante
Giovedì 20 febbraio alle ore 18.00 presso la Sala Dante del Convitto Nazionali Giannone il prof. Francesco Morante terra' una conferenza dal titolo : Usi, costumi e tradizioni del Carnevale beneventano.
A seguire, il Maestro Cosimo Minicozzi al pianoforte.
E' questa la prima conferenza calendarizzata per il 2014 da Archeoclub è patrocinata dal Convitto Nazionale grazie al Dirigente Scolastico Giulio De Cunto
A seguire, il Maestro Cosimo Minicozzi al pianoforte.
E' questa la prima conferenza calendarizzata per il 2014 da Archeoclub è patrocinata dal Convitto Nazionale grazie al Dirigente Scolastico Giulio De Cunto
lunedì 3 febbraio 2014
Visita al Musei Archeologico Nazionale della Valle Caudina
L’Archeo Club a Montesarchio
Il giorno 25 gennaio u.s. la Sede Beneventana di Archeoclub d’Italia ha organizzato una visita al Museo Archeologico Nazionale della Valle Caudina. Tanti i partecipanti interessati a questo importante spazio culturale con il quale si è dato corso al fitto programma di visite calendarizzate per il corrente 2014 dal presidente M. Benvenuto.
“Rosso immaginario” è il titolo di una esposizione di vasi sannitici allestita con gusto intelligenza e scientificità nel Castello D’Avalos di Montesarchio, oggi Museo archeologico nazionale del Sannio caudino. L’esposizione sarà visitabile gratuitamente fino a tutto settembre 2014, salvo proroghe (e sarebbe iniziativa auspicabile, almeno per ripagare l’immane sforzo organizzativo compiuto dalla Sovrintendenza ai beni culturali della Campania. Per offrire al pubblico la sequenza di reperti archeologici recuperati nel tempo sulla piana della presunta Caudium si è infatti proceduto su due binari: da un lato il restauro (da completare sul versante esterno) dello storico maniero e dall’altro l’adattamento degli spazi interni per le necessità di una rassegna capace di coinvolgere sia l’inclito sia il profano (per esemplificare le diverse categorie di visitatori come intellettuali, turisti, scolaresche). Operazione non facile dovendo utilizzare ambienti di media dimensione accanto a vani di ridotta capienza, tenendo presente che per lungo periodo la rocca ha avuto funzioni di prigione prima con il Borbone e poi con il Savoia come spiegano con chiarezza e preparazione gli addetti al complesso monumentale.
Questa straordinaria vetrina sui reperti sannitici si apre con una illustrazione sul popolo caudino sotto il profilo etnico e territoriale, ricorrendo spesso ad espressioni didattiche a tutti comprensibili, prima di esplorare una serie di pezzi straordinari (crateri, vasi, cocci, reperti di varia utilità) visti in chiave virtuale e attraverso gli originali, peraltro restaurati in modo perfetto dopo il complesso recupero nella vasta necropoli individuata nella valle: finora sono circa tremila i ritrovamenti ma potrebbero crescere ancora se i fondi per gli scavi fossero illimitati. L’intitolazione della mostra al “Rosso immaginario” si collega all’uso del colore per le figure dipinte sui manufatti locali in contrasto con il nero tipico della produzione attica alla quale certamente si ispirava. Appare davvero difficile trasmettere le sensazioni culturali offerte da questa rassegna all’animo del visitatore. Tale almeno era l’opinione degli amici dell’Archeo Club di Benevento che recentemente in folto gruppo hanno visitato la mostra. Da tutti è stato espresso un giudizio positivo per quanto riguarda l’allestimento mentre un certo stupore ha destato la mancanza di testi (guide o saggi) per rievocare anche a distanza di tempo questa bellissima esperienza.
Nel corso della escursione a Montesarchio (visitate anche l’antica e affascinante abbazia di San Nicola e il santuario della Trinità, grazie all’ospitalità del parroco don Ivan) non poteva mancare una discussione sull’origine del toponimo. Esclusa la superata credenza che puntava sulla corruzione di Mons o Ara Herculis, tempio di Ercole peraltro mai esistito, oggi si concorda sull’aggiornata espressione di Mons Arcis o Mons Arcium, colle delle fortificazioni, sulla base di quanto proclamato 130 anni fa da Alfonso Meomartini e ribadito nel 1917 da Antonio Jamalio il quale precisava che in fondo l’etimologia mista latina-greca Montis-Archos “è come chi dicesse Capo-di-monte, termine così frequente nella toponomastica meridionale: difatti basta considerare la situazione di Montesarchio proprio a capo della catena di colline” sotto il Taburno. Quanto al corpo principale del castello adibito a carcere, esso deve la propria notorietà perché in esso passarono brevemente i patrioti Carlo Poerio e Nicola Nisco (dubbi sulla presenza di Michele Pironti, rinchiuso a Montefusco) e lungamente centinaia di condannati per reati penali prima e dopo l’Unità nazionale.
martedì 14 gennaio 2014
Inaugurazione anno sociale
L'Archeoclub di Benevento si prepara ad un intenso anno sociale. Lo ha deciso la prima seduta del Consiglio direttivo, allargato ad alcuni soci, di questo 2014. Sono previste conferenze, gite a siti storici, iniziative per esaltare l'ambiente, commemorazioni di eventi civici. In particolare si desidera promuovere la valorizzazione dell'area archeologica che affianca l'Arco del Sacramento attraverso il ricordo delle vittime civili per i bombardamenti nella tragica estate 1943. Il programma dettagliata verrà stilato a base trimestrale e diffuso attraverso i mass media, di volta in volta. Nel corso di questa occasione il gruppo dirigente ha sottolineato l'intenzione di ampliare la rete associativa puntando soprattutto sulle scuole con un programma di incontri con gli studenti per suscitare l'interesse su aspetti diversi della vita locale in modo da sollecitare i giovani a partecipare consapevolmente allo sviluppo della comunità sannita. Nella foto, un gruppo di soci attorno al presidente dell'Archeoclub di Benevento, Michele Benvenuto (al centro); da sinistra: Nicola Cancellieri, Anna Gilardi, Carmen Cirillo, Cosimo Minicozzi, Angela Prandulli, Antonio Mottola, Giulia Collenea Isernia e Giacomo de Antonellis. L'Archeoclub ha sede presso il Palazzo del Volontariato in viale Mellusi 66; la segreteria è disponibile per iscrizioni e informazioni ogni giovedì dalle 17 alle 10; per contatti urgenti, tel. 366.5686041.
martedì 5 novembre 2013
PREMIAZIONE ESTEMPORANEA DI PITTURA "guerra e pace"DEGLI ALUNNI DEL LICEO ARTISTICO STATALE DI BENEVENTO
Premiazione del concorso di pittura “Deleta (urbs) Beneventum
Nella mattinata del giorno 23 ottobre 2013, si è svolta presso il Liceo Artistico di Benevento la premiazione delle opere pittoriche presentate dagli alunni di questo Istituto d’ Arte, in occasione della V Edizione della manifestazione riguardante i bombardamenti subiti dalla città. In tale circostanza si è voluto fortemente rappresentare il tragico bilancio di morte di quei lontani (?) eventi che costarono più di duemila morti fra la popolazione civile, vittime incolpevoli della ferocia e violenza dell’ uomo contro l’ uomo. Il Preside De Cunto ha rivolto agli intervenuti un breve saluto, ricordando che compito primario della Scuola è quello di educare i futuri cittadini alla convivenza civile , alla condivisione di quei valori morali ed umani di cui la nostra società deve essere portatrice e che si possono sintetizzare nella pace e nel suo perseguimento quale bene supremo da cui derivano la libertà, la solidarietà e l’ eguaglianza, ed ogni rapporto relazionale che gli uomini intendono stabilire tra loro. Per questo motivo il rifiuto della violenza, quale soluzione di ogni eventuale contrasto tra gli uomini, deve essere totale. Ne deriva di conseguenza che il ricordo dei fatti dolorosi che hanno contrassegnato la vita della nostra città deve essere un monito per le nuove generazioni “di che lacrime grondi e di che sangue” la nostra storia per indurci alla riflessione consapevole che non basta volere la pace, ma che occorre costruirla giorno dopo giorno, e che la Storia non è un puro esercizio contabile di fatti e di situazioni diverse del passato, ma racconto delle sofferenze, dei dolori, dei mali di singole persone, fatte di carne, nostri fratelli che hanno versato lacrime, sofferto lutti, patito sulla propria pelle la dissennatezza cieca ed ottusa di altri uomini che hanno gioito dei loro pianti, che hanno riso delle sofferenze, che si son fatti vanto della propria ferocia, chiamandola il diritto dei più forti, sentendosi empiamente dei, arbitri assoluti del bene e del male. Questa premessa dell’ intera cerimonia è stata necessaria per capire il senso di questa commemorazione e del valore dei premi assegnati consistenti nel riconoscimento del valore dell’ arte che si assegna il compito di spiegare agli uomini il perché del vivere e di essere uomini. Successivamente il Prof. Benevenuto, presidente della Sede cittadina dell’ Archeoclub, promotore della “Deleta (urbs) Beneventum ha presentato un breve riassunto della rappresentazione, svoltasi a Piazza Roma, commemorativa di quei tragici fatti. E’ fondamentale per tutti i cittadini di Benevento, quali testimoni di una tragedia che emblematicamente appartiene a tutto il popolo italiano, che la testimonianza di quelle vicende non vada perduta, ma rimanga patrimonio collettivo di conoscenza e, di conseguenza. di progresso morale e civile, perché solo nel passato possiamo individuare le radici profonde della nostra comune appartenenza storica, sociale e civile, oltre ed al di là di ogni personale convinzione politica ed ideologica.
Per questo rispetto e sotto questo aspetto la Grande Storia è sintesi di ogni personale vicenda umana, se quest’ ultima assume la coloritura della specificità che è propria di ciascuno e che è fondata sulle vicende che ognuno si trova a vivere, non in una dimensione solitaria, ma in un contesto di relazioni che quotidianamente trovano la ragione di manifestarsi e di esprimersi in rapporti scambievoli. L’ uomo è l’ animale sociale per eccellenza, perché dotato del linguaggio che permette la comunicazione non solo di ragionamenti ma anche di emozioni, che di fatto costituiscono, insieme, la nostra coscienza del vivere, distinguendo il male dal bene, il cattivo dal buono, l’ ingiusto dall’ ingiusto, il falso dal vero. Queste sono le categorie spirituali che qualificano ogni espressione umana. Se i morti dei bombardamenti potessero parlare, sicuramente esprimerebbero intera la propria delusione, ancor prima della sofferenza, per la condotta dissennata dell’ uomo contro l’ uomo, quasi che secoli di civiltà e di cultura fossero stati di colpo rinnegati, per riportarlo alla sua condizione ferina ed animalesca. Perciò è opportuno che ciascuno di noi, di fronte alla follia della guerra si ponga la domanda: ma questi “altri” uomini non hanno madri, padri, sorelle, fratelli, figli, come me? Non hanno cari da rispettare e da ricordare con affetto ed amore
martedì 8 ottobre 2013
Iscriviti a:
Post (Atom)










.jpg)


